Italia-Macedonia, Schillaci: “Immobile mi ricorda Mancini”

L’eroe di Italia 90 Totò Schillaci parla a poche ore dall’inizio della gara con la Macedonia, rivelando una forte convinzione nel gruppo azzurro.

Totò Schillaci, grande protagonista del sogno azzurro a Italia ’90, ha parlato alla Gazzetta dello Sport in merito alla partita di questa sera contro la Macedonia del Nord e valida per i playoff mondiali.

Queste le parole di Schillaci:

“Al Barbera atmosfera incredibile: sarà tutto esaurito, i palermitani meritano di vivere giornate di festa così. I tifosi proveranno a spingere la squadra, ma poi tocca ai giocatori in campo. Sono contento che la FIGC abbia optato per il Barbera: qui si vive di passione, a Palermo come Catania e come in tutta la nostra isola […] Non puntavo sul successo a Euro 2020, ma noi siamo questi, mostriamo orgoglio nelle difficoltà. Tutti sono stati grandi: Roberto è stato fantastico anche a puntare su alcuni giocatori che prima non avevano convinto. Alla fine, ha avuto ragione lui: ha vinto”.

Una considerazione anche sull’Italia agli spareggi:

“Non ci si aspettava di arrivare a questo punto, molti pensavano di vedere subito l’Italia al Mondiale. A volte le cose più semplici diventano quelle più complesse. Bisogna lottare per il Mondiale, non sarà facile per i nostri avversari. Dobbiamo sperare, sarebbe una delusione rimanere ancora fuori dal Mondiale. Ma sapremo tirare fuori gli attributi, anche se è uno svantaggio giocare in Turchia o in Portogallo la finale. È dura, c’è equilibrio. E nelle sfide da dentro o fuori può succedere di tutti”.

Un commento anche sul centravanti titolare Ciro Immobile:

“Immobile mi ricorda Mancini: anche Roberto in A era tra grande, ma poi in nazionale faticava. Immobile in Italia ha dimostrato di fare la differenza, un fuoriclasse in Serie A, in Nazionale ancora no. Penso sia solo testa, deve scattare qualche molla dentro di lui. Forse paga ancora le scorie della gara con la Svezia nel 2017, dato che lì tutti pensavamo che Immobile ci portasse al Mondiale e poi invece ha tradito le attese: la maglia azzurra è pesante, la pressione di tifosi e stampa è diversa da quella nei club”.

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