Keita guarda al futuro: “La vittoria del Senegal in Coppa d’Africa si studierà nelle scuole”

L’attaccante parla del trionfo del Senegal in Coppa d’Africa: “In Spagna dopo 3 giorni si sono scordati del Mondiale, qui se ne parlerà per sempre”.

Un successo destinato a restare nella storia del proprio Paese. Ne è convinto Keita Baldé, fresco vincitore della Coppa d’Africa con il suo Senegal.

Intervistato dal quotidiano spagnolo AS, l’attaccante del Cagliari ha parlato del trionfo della nazionale nella competizione continentale africana in finale contro l’Egitto mettendolo in confronto con quelli di altri Paesi.

In particolar modo, Keita si concentra sui festeggiamenti e su come il Paese africano ha accolto la vittoria della nazionale di Aliou Cissé.

“Il presidente ha indetto il giorno festivo. Con tutto il rispetto, la Spagna nel 2010 ha vinto il Mondiale e abbiamo fatto esplodere tre petardi e basta. Il giorno dopo se ne parlò sui media, ma dopo tre giorni già dovevi fare attenzione a parlarne.
In Senegal erano tutti per strada, se ne parlerà per giorni e ogni 7 febbraio sarà festivo per la mia generazione, quella di mio figlio e quella successiva. Lo insegneranno nelle scuole. In Africa il calcio è una religione, è una speranza. Siamo un continente povero, ma cerchiamo di fare in modo che quel poco che abbiamo sia goduto da tutti”.

Galvanizzato dal successo in Coppa d’Africa, l’attaccante ora si concentra sugli obiettivi stagionali da raggiungere con il Cagliari, invischiato nella lotta per non retrocedere.

“Dopo gennaio, con i calciatori arrivati, vedo un bel clima. Abbiamo cenato tra noi ed è stato bello. Dobbiamo lottare avanti e lottare punto su punto. A Cagliari mi trovo molto bene e mi sento a casa, abbiamo una missione da compiere”.

Infine alcune dichiarazioni sulla Serie A, con particolare attenzione alla partenza di Cristiano Ronaldo dalla Juventus.

La Serie A non dipendeva solo da Cristiano Ronaldo. La Juve è sempre stata grande e può ingaggiare giocatori di livello mondiale. Oggi c’è Cristiano, domani ce n’è un altro, senza mancare di rispetto a nessuno. È un grande club come il Real Madrid, il Barcellona, ​​il Bayern… Questi club sono differenti. La Serie A è un campionato attraente, ci sono club molto grandi e sarà sempre un campionato importante. Stanno emergendo anche giovani molto interessanti…”



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