Kurtic riavvolge il nastro: “Dalla fabbrica al Palermo in due mesi, Dybala era ingiocabile”

Il centrocampista sloveno racconta un aneddoto su Dybala: “Segna un goal assurdo, io e Ilicic ci guardiamo stupiti: ‘Questo è di un altro pianeta’”.

Lontano dall’Italia. Una nuova opportunità per rimettersi in gioco e da cui ripartire. Dopo la cocente delusione con la retrocessione col Parma, Jasmin Kurtic è ripartito dalla Grecia.

Lo sloveno sta disputando una stagione da assoluto protagonista con la maglia del PAOK Salonicco, con cui ha realizzato fino ad ora 13 goal in 16 presenze.

“Il segreto è il lavoro, stop. Solo questo. Nessun volo pindarico, nessun merito particolare. Conta solo la squadra”.

L’ex Palermo si è raccontato in un’intervista rilasciata a Cronache di Spogliatoio. I tifosi lo chiamano ‘The artist’, l’artista, per un goal su punizione ‘alla Del Piero’.

“Non volevo andare negli spogliatoi. Non ce la facevo. Con un filo gli voce gli chiesi se fosse possibile una roba così. Perché a noi, perché al Parma, perché in quel modo. Era destino, allora. E lui mi consolò. Un gesto da amico, non l’ho dimenticato”.

Kurtic riavvolge il nastro e ricorda l’episodio con Joao Pedro nella gara che decretò la retrocessione del Parma, con la rimonta del Cagliari da 2-3 a 4-3.

Nato a Crnomelj, cittadina slovena di 15 mila abitanti, Kurtic ricorda il passato in fabbrica a 18 anni, fino alla grande chance:

“Mi alzavo alle 5 e mezza, stavo lì fino alle 14, poi pranzo al volo e via agli allenamenti. L’ho fatto per qualche anno, non pensavo che sarei diventato calciatore. Avevo un contratto a tempo indeterminato e giochicchiavo al Bela Krajina, la squadra del mio Paese, pensavo fosse quella la mia vita. Il mio destino. Andiamo a giocare un torneo in Austria, c’erano decine di squadre e osservatori. Vinco il premio di miglior giocatore, così mi si avvicina un agente. ‘Ho un po’ di giri in Europa’, dice. ‘Tu lo vuoi fare il calciatore?'”.

Poi una risposta scontata e la lunga attesa, fino a quella chiamata che cambia la sua vita:

“Ho il fuoco dentro, sono pronto a mollare tutto e a seguirlo ovunque, mi bastava una chance. Torno a casa e aspetto una chiamata. Nel frattempo lavoro ovviamente, non potevo lasciar perdere. Passa un mese e non si fa sentire, così inizio a scrivergli io per sapere novità. Dopo altri sei mesi non arrivano notizie e resto deluso, non volevo più saperne, finché l’allenatore del Bela mi dice che forse ha una squadra per me, il Nuova Gorizia. Andai in macchina da solo. Dopo due mesi lì mi chiama il Palermo. All’inizio pensavo fosse uno scherzo, dissi al mio agente di non prendermi in giro, ma era tutto vero. Ricordo il viaggio in macchina da Crnomelj a Gorizia, tre ore buone, in cui mi è passata davanti tutta la vita. Sì, ce l’avevo fatta. E ancora oggi mi vengono i brividi”.

Kurtic ricorda il suo passato al Palermo e due ex compagni di squadra speciali, il connazionale Josip Ilicic e Paulo Dybala:

“Miccoli, Pastore, Balzaretti, il amico Ilicic. Un fenomeno. Lui è così, se becca la giornata giusta vince da solo. Il primo anno gioco poco, poi vado in prestito a Varese e torno nel 2012-13, la stagione della retrocessione. Ricordo Dybala però, altro ingiocabile. In allenamento si divertiva con pallonetti, tunnel, giocate di suola. In ritiro io e Josip eravamo seduti vicino in panchina, amichevole di inizio stagione, Paulo segna un goal assurdo e ci guardiamo in faccia stupiti: ‘Vabbè dai, ma questo è di un altro pianeta’”.

Lo sloveno racconta un aneddoto su Maurizio Zamparini, suo presidente proprio quando militava nelle fila dei rosanero

“Dopo aver preso 7 goal dall’Udinese in casa trovammo il centro sportivo pieno di fazzoletti bianchi con scritto il risultato. Ne aveva lasciato uno per ciascuno di noi, appeso all’armadietto nello spogliatoio. Fu una sconfitta devastante”.

Il presente di Kurtic si chiama PAOK Salonicco. Il centrocampista sloveno continua a segnare e sognare in Grecia, in attesa di raggiungere nuovi grandi traguardi.

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