Mihajlovic tra sfogo e retroscena: “Che campionato è mai questo? Con la Juve era tutto fatto”

L’allenatore rossoblù parla della situazione in Serie A: “Come si può parlare di regolarità? Per me devono vaccinarsi tutti”.

Il suo Bologna è una delle squadre che non sono scese in campo nell’ultimo turno di Serie A, e fino alla vigilia del weekend è stata al centro del dibattito su protocolli da seguire e provvedimenti da adottare.

Alla fine, però, come da comunicazione ufficiale della Lega Serie A, la partita con il Cagliari verrà recuperata in settimana, precisamente martedì: una decisione, secondo Sinisa Mihajlovic, “senza senso”.

L’allenatore serbo, con la solita trasparenza e spontaneità, intervenuto ai microfoni del Corriere dello Sport, ha analizzato la situazione legata al Covid nel calcio italiano.

Contro l’Inter volevo giocare. Al Bologna ho 10 positivi: hanno tutti la seconda dose e tra lunedì e martedì era programmata la terza e mi è stato comunicato che martedì recuperiamo. Perché tutta questa fretta? Non alleno i miei da una settimana, lavoro solo con i ragazzi della Primavera. Che campionato è mai questo? Come si può parlare di regolarità?”.

Il Mihajlovic che si racconta al Corriere dello Sport è un allenatore consapevole dell’emergenza in atto e delle relative soluzioni da adottare.

“Ho avuto la febbre 15 giorni fa, ma ho più di 7 mila anticorpi e al molecolare sono risultato negativo. La soluzione è la terza dose. Da noi Sansone non voleva vaccinarsi, nessuno lo obbligava, ma se il regolamento impone le tre dosi per giocare o le fai o stai fuori: io dico che devono vaccinarsi tutti, ma dopo la terza dose eliminerei i tamponi”.

Dal 2019 la sua quotidianità parla il bolognese: in passato, però, poteva vederlo con i colori bianconeri addosso.

“Nella mia carriera a volte sono stato mandato via, altre me ne sono andato io, ma ho sempre fatto meglio di chi mi ha preceduto e di chi mi ha sostituito. Non ho né delusioni, né rimpianti. Con la Juventus avevo fatto tutto, c’era l’indecisione di Conte: la società non voleva esonerarlo e lui prima se ne era andato e poi ci aveva ripensato. Ad ogni modo, ca*** loro”.

Ad un passo dalla Juventus, poi non se ne fece nulla.

“In quel momento erano liberi Allegri, Mancini e Spalletti, ma la Juve aveva scelto me: con la Samp avevo fissato una data per dare una risposta definitiva e visto che con la Juve si andava per le lunghe firmai per un altro anno. Ogni tanto penso che se fossi andato alla Juve avrei vinto qualcosa anch’io”.

Tra le squadre che lo hanno cercato anche il Napoli, ma pur non essendo mai scoccata la scintilla per Mihajlovic resta una piazza speciale.

“La molla non scattò. De Laurentiis mi disse ‘io prendo i giocatori e lei li allena’. Risposi che sarebbe stato un errore e la trattativa si complicò. Spero che il Napoli vinca lo Scudetto, mi piace la sua gente. L’Inter è la mia seconda famiglia, ma ho una passione speciale per i napoletani”.

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