Nainggolan tra passato e presente: “Il Derby di Roma da vita o morte, Zaniolo è piccolo”

Il centrocampista belga ha parlato del momento della Roma raccontando alcuni aneddoti e analizzando il presente di alcuni protagonisti.

Con la Roma nel cuore: nella capitale nessuno lo ha dimenticato, anzi. Nonostante abbia cambiato diverse maglie, Radja Nainggolan è rimasto uno dei giocatori più apprezzati dai tifosi giallorossi.

Intervenuto ai microfoni del canale Twitch di OCW Sport, il centrocampista belga si è raccontato in una lunga intervista.

Tra i temi affrontati anche quello relativo alle differenze tra il Derby di Milano e il Derby di Roma.

“Io ho giocato il Derby di Milano, ma a Milano sono tutti “amici”. Cioè, non è che è un’amichevole, ma è una partita che vincere o perdere sì, sì sente, ma a Roma se vinci o perdi è vita o morte. A Roma per 10 giorni continuano a ricordartelo: a Milano perdi il Derby e il giorno dopo fai una passeggiata in centro e non succede niente”.

Focus, poi, sul presente, e sulla situazione della formazione di Mourinho, in difficoltà rispetto alle squadre di cui Nainggolan faceva parte.

“Tornare? Io tornerei veramente a piedi domani, ma le cose d’amore finite bene sono sempre quelle che possono essere distrutte. Se io oggi torno non è che cambio i risultati e rovinerei il rapporto bello che ho fino ad oggi con i fischi. Io ho parlato con tanti giocatori che hanno avuto Mourinho e tutti dicono che Mourinho è una grandissima persona: so che un allenatore ha bisogno di giocatori”.

Tema caldo anche quello legato a Nicolò Zaniolo, uno dei protagonisti della Roma parecchio chiacchierato nelle ultime settimane.

“Zaniolo per me è un giocatore per la sua età fortissimo. Se la Roma gioca male Zaniolo non ti fa la differenza: ai miei tempi se la Roma giocava male avevamo i giocatori che facevano la differenza. Per questo non lo paragono a quei giocatori lì. Secondo me ha bisogno di una squadra costruita attorno: è un giocatore che gioca talmente tanto di forza che fa talmente tanti casini, pensa a talmente tante cose e non a giocare, perché inizia a protestare, inizia a far quello, inizia e ammonizione, cartellino rosso… su questo aspetto è ancora piccolo: piccolo perché l’ho vissuto anche io sulla mia pelle. Quando avevo 20 anni prendevo sempre 15 ammonizioni all’anno: poi con gli anni ne prendevo meno. Spero e credo che Zaniolo migliorerà su quest’aspetto. Se deve rimanere a Roma? A Roma è amato perché dà tutto in campo: poi sono scelte sue. Ti dico la verità: se io fossi stato alla Roma che non lottava per lo Scudetto dopo un anno sarei andato via. Lì lottavi per lo Scudetto e sentivi che la squadra era forte, ma se devo veder la Roma di oggi non credo che sia una squadra forte.”

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