Sinisa Mihajlovic torna e punge l’Inter: “Tenevo a batterla”

L’allenatore del Bologna, di nuovo in panchina contro il Venezia dopo aver concluso il nuovo ciclo di cure, ha parlato del successo sui nerazzurri nel recupero della partita non giocata a gennaio: “Volevano vincerla senza giocarla…”.

(Photo by Danilo Di Giovanni/Getty Images)

Dopo la fine del nuovo ciclo di cure in ospedale Sinisa Mihajlovic tornerà in panchina nella partita contro il Venezia.

Il tecnico serbo ritroverà un Bologna in gran forma, reduce da cinque risultati utili, tre dei quali ottenuti contro Milan, Juventus e Inter, battuta nel recupero della prima di ritorno che potrebbe aver impresso la svolta decisiva alla corsa per lo scudetto.

“Quando si vivono certi momenti, poi ci si rende conto di quanto anche le cose che non immagineresti ti mancano, come parlare con i giornalisti… – ha scherzato Mihajlovic in conferenza stampa – Dal momento che sono rientrato in ospedale, il mio obiettivo è subito stato quello di tornare alla normalità il prima possibile. Quando mi sono trovato dopo trenta e passa giorni di nuovo in campo è stato bellissimo: sono emozioni che purtroppo ho già vissuto, ma questa volta è stato più pesante dal punto di vista mentale perché per il Covid sono dovuto rimanere sempre da solo, ho visto mia moglie solo per tre ore in un giorno. E stare sempre da soli è dura. La salute ti fa godere la vita, ma la malattia ti fa comprenderne bene il significato”.

Rossoblù ancora in corsa per il 10° posto, obiettivo fissato all’inizio della stagione: “La famiglia, grazie alle tecnologie, mi ha dato forza; parlo della mia famiglia di sangue ma anche dei miei giocatori che mi hanno aiutato a passare un tempo che sembrava infinito. I ragazzi hanno fatto bene e riuscirci per la seconda volta non era scontato. I ragazzi più esperti che sono rimasti hanno aiutato lo staff tecnico dimostrando che nelle difficoltà si può contare su di loro. Abbiamo tre partite davanti e dobbiamo fare del nostro meglio per ottenere più punti possibili”.

Mihajlovic ha poi parlato della lotta scudetto senza risparmiare un attacco all’Inter per i ricorsi che hanno preceduto la sfida diretta del “Dall’Ara”: “Sentivo la partita perché l’Inter voleva vincerla tramite i ricorsi e questo mi faceva arrabbiare. L’ho detto anche ai ragazzi prima della gara: ‘Hanno provato a vincerla prima perché sul campo non la vinceranno mai’. Io amo l’Inter e ho grande rispetto per tutti, compreso per Simone, ma se c’è una cosa che mi dava fastidio era l’atteggiamento che era stato tenuto nei confronti di quella partita. Non dormivo la notte, non volevo che succedesse quello che tutti davano per scontato. Chi vincerà lo scudetto? Io facevo il tifo per il Napoli, tra Milan e Inter non ho particolari preferenze. Avevo scelto il Napoli perché mi piace il gioco, la passione che mettono in campo e che mette la gente. Se avesse vinto il Napoli avrebbe fatto bene al calcio italiano…”.

Chiusura con riflessione sulla salute del calcio italiano: “In Italia siamo molto lontani da tipo di gioco che si fa in Europa. Certe squadre fanno un altro sport. C’è tanta intensità e qualità, si gioca per far un gol in più, non per farne uno in meno, ma anche gli arbitri cambiano. I nostri giocatori si buttano per terra e strillano, il gioco è spezzettato e perde d’intensità. Lo spettacolo ne risente, ma è anche vero che in Italia dal punto di vista tattico il campionato è molto più difficile”.

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